L'ultimo orizzonte

Spazio dedicato alla Gara stagionale d'inverno 2024/2025.

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Ombrone
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Messaggio da leggere da Ombrone »

Che dire Namio, non ci fai fare un lavoro facile a giudicare questo racconto.
Formalmente è ben scritto, a parte qualche refuso. Scorre si legge, è piacevole.
Usi uno stile narrato con cui nascondi dei piccoli spiegoni. Non è un grosso problema, anche se a volte si tratta di informazioni che nell'economia della storia sono inutili per il lettore, e lo rallentano solo, anche se magari solo leggermente.
Fanno sicuramente parte della tua meritoria costruzione mentale del mondo, ma al lettore servono veramente?
Argomento, anzi i due punti tematici interessanti.
Il what if del "tutti scompaiono" e mondo addio civiltà. Ci inchiniamo a Io sono leggenda, e sopportiamo la moda delle serie post apocalittiche. È una gran moda americana legata al concetto religioso di "rapture".
Concetto sfruttato, ma ci sono affezionato: a 12 anni mi lanciai a scrivere di me stesso solo al mondo (a parte due cani fedeli) che compivo gesta eroiche e geniali e salvavo la mia crush (Bè avevo DODICI anni eh! Cosa prentendete?), mi riporti indietro nel tempo.
Quindi il primo tema è ok anche se essendo un lettore cervellotico avrei preferito più informazioni su questo nuovo mondo senza "animali" ma solo insetti…
Sempre il mio essere cervellotico li vede superare con una certa eccessiva facilità i problemi pratici e psicologici di essere rimasti i soli al mondo.
Hai mai visto i documentari "la terra dopo l'uomo": stesso scenario scompare l'uomo, cosa succede? Le centrali termiche si fermano dopo tot, la rete elettrica va in panne dopo un altro tot, l'asfalto si spacca in tot anni, cosa succederebbe ai treni in corsa? O alle navi in mare? Molto interessante potresti prendere spunto.
Altro tema l'incesto. Fico, mi piacciono questi argomenti al limite, che ti pongono un problema di riflessione morale.
Insomma, scenario molto potente, tema cazzuto, complimenti.
Ma qui i problemi vengono al nodo.
È un racconto un po' troppo lungo per bravi autori, ma troppo troppo corto per tutto quello che avresti da dire e meriteresti di poter dire.
Non esplori bene i sentimenti e le emozioni e la stessa trama la concludi in una maniera affrettata e decisamente fredda, una fretta che la tua idea NON merita (anche io non ho capito cosa voglia e a cosi punti Claudia per esempio).
Visto il tema oltrettutto, avrei concentrato e approfondito il punto di vista sulla protagonista dando voce interiore ai suoi sentimenti. Perché inizia a pensare al padre come partner sessuale?
CI deve essere un ribollire di sentimenti e sensazioni (magari scatenate dallo shock del Grande Dissolvimento) insomma avrei desiderato sentirla più e invece rimane distante.
Una storia simile meritava più spazio e una impostazione più interna alla protagonista.
Quindi, quindi mi lascia un po' l'amaro in bocca e mi limito un quattro
Namio Intile
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Re: L'ultimo orizzonte

Messaggio da leggere da Namio Intile »

Ciao, Ombrone. Ho difficoltà a scrivere racconti brevi, è un mio limite. Così non lo faccio o mi ci dedico solo quando realmente ispirato. Coi racconti di questa taglia o più lunghi la storia è diversa. Nelle gare la dimensione è 25000 caratteri e quindi amen. La tua critica, mi pare, che si concentri sulla mia inadeguatezza nel gestire temi così onerosi in un racconto. C'è un tema centrale, l'incesto, ma anche un contesto. E il contesto a suo volta pone domande e suscita interesse. Mi sono dovuto tenere in equilibrio tra questi due ospiti ingombranti ma anche stimolanti
I racconti riusciti riescono a bilanciare gli elementi di cui sono costruiti. Evidentemente a questo giro l'equilibrio, il bilanciamento, non è stato pienamente raggiunto.
Ci lavorerò sopra.
Quanto al romanzo. Beh, quella, ti assicuro, è ben altra questione.
Quanto alle implicazioni della fine di tutto. Beh, in Sicilia treni in circolazione ce ne sono un paio o due in un'ora. A parte gli scherzi, descrivere quanto potrebbe accadere dal punto di vista pratico ha un'utilità limitata per chi legge, ritengo, e alla fine annoierebbe se fatto in un maniera sistematica e in un racconto di queste dimensioni sarebbe comunque improponibile. Ho preferito lasciare all'immaginazione del lettore, già abbastanza sollecitata solleticata da decine di argomenti analoghi. Non volevo scrivere un saggio sulla sopravvivenza post apocalittica.
Sul contesto ho già scritto abbondatemente a Marino. Il nome Eden non è casuale, come l'incesto. Sono partito dalla Parashat Bereshit, il o la Genesi biblica. Ti rinvio a quella discussione.
Grazie per la lettura. Un caro saluto.
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Bobinsy
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Messaggio da leggere da Bobinsy »

Storia coinvolgente che mi ha ricordato Robinson Crusoe, per l'impegno dei protagonisti a ricostruire un ambiente confortevole, nonostante l'isolamento estremo. E questa è una fantasia che forse molti lettori condividono.
Qui però si sovrappone il tema della relazione uomo-donna, nella versione incestuosa, con il suo universo di fantasie magari meno consapevoli ma altrettanto diffuse.
Insomma, se aggiungiamo una scrittura scorrevolissima, ci sono tutti gli ingredienti per leggere il racconto d'un fiato.

Aurora dapprima è la brava discepola. Quando disobbedisce al padre e scende dalla macchina, é una ragazza che vuole capire. Quando si abbuffa di paste fa ragazzate. Quando ricorda al padre che è una donna, mostra personalità. Quando scopriamo che ha in tasca una pistola, cominciamo a chiederci se è la stessa Aurora di prima. Quando infine Aurora ammira l'aurora...cavolo... s'è chiuso il cerchio: era inevitabile finisse così.

Ben costruito: mi è piaciuto
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Laura Traverso
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Messaggio da leggere da Laura Traverso »

Ho notato che in questa gara abbiamo entrambi parlato dei due tabù umani tra i più forti e complessi che esistono: la morte e l'incesto. Il racconto, scritto come sempre molto bene, affronta temi importanti: l'estinzione umana e animale - non si capisce il perché -, la sopravvivenza, che evidenzia quanto, e comunque, i bisogni primari degli umani sopravvissuti non siano minimamente cambiati da prima dello spopolamento; come la necessità di dormire, di mangiare, di apprezzare il bello (eden) e di fare sesso. Per quest'ultimo aspetto non mi addentro negli esempi storico/filosofici, toccati da te e dagli altri commentatori, per dare un senso a quanto hai scritto circa il desiderio carnale reciproco tra figlia e padre, che si chiama incesto. Ciò è assai disturbante, almeno per me, e tu sei stato molto carino nel volerlo inserire in una storia al limite, quindi con tante attenuanti, come già è stato detto. Purtroppo siamo tutti consapevoli di quanto il fenomeno sia frequente, e lo sia sempre stato, tra i padri e le figlie, soprattutto, (ma a volte non la scampano neppure i maschi). Nel tuo bel racconto dai ad Aurora la maggiore responsabilità per quello che, si capisce, infine avverrà, comunque tra adulti consenzienti. Nella realtà sociale, invece, c è la prevaricazione del maschio/padre nei confronti della piccola/figlia, costretta a subire abusi dall'infanzia, per poi averne la vita rovinata. Il tuo racconto, come già detto, verte su alcuni temi considerevoli, ma mi pare che dia maggiore risalto all'incesto, che mi repelle, anche con le attenuanti di cui hai parlato. Fosse per l'argomento e il disturbo che mi procura darei voto 4 ma non sarebbe corretto, dobbiamo rimanere a una valutazione obiettiva, scevra da altro. La storia seppur lunga è scorrevole, ben articolata e intrigante, la stesura del racconto mi pare sia perfetta, pertanto voto 5. Ciao Namio, a rileggerci
Namio Intile
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Re: L'ultimo orizzonte

Messaggio da leggere da Namio Intile »

Grazie a Bobinsy e a un saluto particolare a Laura. Tra il tabù della morte e quello dell'incesto il tuo però è inevitabile.
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