La falesirena

Spazio dedicato alla Gara stagionale d'inverno 2022/2023.

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Anto58
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La falesirena

Messaggio da leggere da Anto58 »

leggi documento Spiacente ma, in questo browser, la lettura a voce non funziona.

Nel mio giardino c’è una falesirena. L’ho vista per la prima volta qualche settimana dopo che sono entrata in possesso della nuova casa che, a prima vista, sembrava abbastanza fatiscente, il tetto non c’era, le porte non chiudevano ma i vetri alle finestre erano di un bel colore arancione e mi avevano conquistato. Ho pensato: “È lei, eccola, ho trovato la mia casa!” E poi che bel giardino! L’erba è di un bel colore viola, proprio come piace a me, quando la mattina vi si posa la brina diventa rosa. Il vecchio proprietario mi aveva accennato che talvolta nel giardino apparivano delle strane farfalle, ma non avrei mai immaginato che si riferisse proprio alla mia falesirena. Cosa è la falesirena? Davvero non lo sapete? Ora ve la descrivo.

Il capo è di falena, color verde acceso, ed è completamente ricoperto di piccoli occhi, sono esattamente cento, li ho contati nei rari momenti in cui si è posata sull’acqua della fontana. Ciascuno degli occhi ha una piccola antennina, diversamente colorata; quando la falesirena è sotto i raggi del sole, i cento occhi brillano e illuminano ogni cosa come in un caleidoscopio; quando è buio invece la luce diventa bianca, sottile e fredda come un laser. Infatti nelle sere di plenilunio spengo tutte le luci del giardino, sono loro a rischiarare ogni cosa girando come dei prismi riflettenti, in questo modo risparmio anche la corrente. In verità non ho ancora capito dove in casa si trovino gli interruttori della la luce, ma un giorno o l’altro li troverò al loro posto sul soffitto delle stanze.

Il corpo è di sirena, di un verde più chiaro, direi verde pastello o forse verdeazzurro; è formato da tantissime piccole squame opache, come vetro di madreperla rosa celeste e lilla; ma non si può afferrare completamente il colore esatto perché le piccole squame si muovono incessantemente ciascuna indipendentemente dall’altra, come un frenetico battito di ali. Che divertimento quando battono contemporaneamente ma con movimenti opposti e contrari! È un turbinio di luce bianca, come tante piccole trottole girano all’impazzata diventando mano a mano sempre più trasparenti.

Ma la caratteristica che amo di più è il meraviglioso suono della falesirena. Vi spiego come funziona.
Sapete che svolgo un lavoro noioso e ripetitivo, tutti i giorni sono uguali mi siedo davanti al computer alle otto e smetto alle diciotto, nella pausa pranzo di mezz’ora mangio un panino incollata al video, e alla sera sono così stanca e triste che mi lascio cadere sul divano per accendere il mio cinematografo con la musica della pianola in sottofondo… trascorso un quarto d’ora cado immancabilmente in un infelice e confuso torpore! Ma da quando abito nella nuova casa, e sono ormai sei mesi, tutto è cambiato. Alle diciotto in punto la falesirena, dopo aver svolazzato tutto il giorno tra gli alberi azzurri del mio giardino, entra in casa dalla finestra, trova posto sulla spalliera del divano e, sbattendo incessantemente le piccolissime e numerosissime squame e alzando tutte le antennine, emette dei suoni ammalianti; è difficile spiegarvi che tipo di suoni, non ne ho mai sentiti di così stridenti e dolci, assordanti e angelici, armoniosi e dissonanti, avvolgenti e insinuanti come il canto delle sirene. Non resistereste neanche voi, provare per credere! Pian piano il suono diventa come il sinistro sibilo del vento, si trasforma nell’impetuoso sciabordio delle onde, si tramuta in fresco gocciolio d’acqua di sorgente, simula una campana tibetana ed infine si ostina nel rumore battente ed incessante della pioggia. E allora io vedo alberi che ondeggiano, vedo il mare in risacca, vedo l’acqua sgorgare e vedo la pioggia che scroscia sui vetri ascoltandone i suoni che si confondono in un fruscìo sempre più leggero. Tutto il mondo si ferma e ascolta rapito quel canto incomprensibile e affascinante. Danzo, canto, rido, volteggio in balìa del vento e al suono dell’acqua cristallina.
Quel suono entra nella mia testa, la va vibrare, la fa staccare dal collo, la fa uscire attraverso i vetri rosa e volare sempre più su nel cielo, roteando e giocando con le amiche rondini. Che gioia librarsi al ritmo di quell’incantevole suono che attraversa l’etere ed avvolge tutto il creato. Ma attenzione! Non dura molto, all’improvviso, precipitosamente tutto torna al proprio posto e lentamente si spegne il suono, si fa sempre più lontano, sempre più lontano….
Non mi resta che tornare alla realtà ed attendere il giorno successivo, verso sera, all’ora del tramonto, quando l’orizzonte si colora di verde smeraldo e tutto si ferma per ascoltare il canto della fale sirena, anche le stelle si spengono, si fermano ad ascoltare e a sognare insieme a me.
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Marino Maiorino
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Messaggio da leggere da Marino Maiorino »

Una bellissima prova di fantasia, non c'è dubbio, che mi fa ricordare il surrealismo alle volte accennato da Calvino.
Sono stato raffreddato solo da quel "laser" e quando, nell'ultima riga, scrivi "fale sirena" spezzando la parola. Nel primo caso, sebbene il laser sia ormai entrato nel gergo quotidiano, comunque non è un oggetto così familiare da richiamarlo nel contesto fiabesco che ho percepito. Nel secondo, o è una semplice distrazione, o un ripensamento.
La ricchezza delle descrizioni è tenuta molto bene insieme, nonostante la loro complessità. Brava!
«Amare, sia per il corpo che per l'anima, significa creare nella bellezza» - Diotima

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RMarco
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Messaggio da leggere da RMarco »

Una fantasia gentile la tua. Sento nella favola il desiderio di una tranquillità che non sia banale. Il desiderio della stessa musica e degli stessi colori ma in un modo e in un mondo che sorprenda. Parole che gentilmente ti guidano a vedere ed ascoltare ciò che è scritto. E tuttavia sento la solitudine come se l'incantesimo della fata dai cento occhi somigliasse un poco a quella di Calipso su di Ulisse.
Il tuo racconto ha un' anima che non mi lascia indifferente
Anto58
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Re: La falesirena

Messaggio da leggere da Anto58 »

Grazie per i commenti.
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Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti »

Racconto molto carino, surreale e fiabesco, in alcuni tratti lisergico come Lucy in the sky o Yellow Submarine dei Beatles. Forse quel laser… non tanto, o non solo, come dice Marino, perché fuori contesto, ma perché è l'unico momento dove appare un'ombra a turbare una psichedelia di colori e suoni; per lo stesso motivo tralascerei anche il lavoro noioso e ripetitivo al computer, passaggio un po' troppo legato alla quotidianità.
Complimenti.
Che ci vuole a scrivere un libro? Leggerlo è la fatica. (Gesualdo Bufalino)
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Anto58
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Messaggio da leggere da Anto58 »

In realtà è proprio la commistione tra fantasia e banale quotidianità quello che ho voluto rappresentare, come se in ogni giornata ripetitiva e uguale alle altre si possa sempre trovare qualche minuto di evasione, di creatività e di leggerezza. Grazie per il commento.
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Domenico Gigante
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Messaggio da leggere da Domenico Gigante »

Ciao Anto! Come al solito sulle lunghe descrizioni tendo a perdere l'attenzione e ad apprezzare di meno il lavoro dell'autore. Al di là dei laser o dei computer la tua falesirena potrebbe diventare la nuova droga di un movimento hippie e il tuo racconto un'esaltazione in stile beat generation dei suoi psichedelici effetti. Scritto molto bene, dal mio punto di vista avrei evitato quei richiami al lettore con "non lo sai? Te lo spiego io!". Che le tue falesirene ti tengano sempre compagnia. Un abbraccio!
Vorrei essere il mare che si muove per rimanere se stesso e più di tanto non lo sposta il vento. Fragile ma tenace.
Anto58
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Re: La falesirena

Messaggio da leggere da Anto58 »

Grazie mille
Andr60
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Messaggio da leggere da Andr60 »

Come accennano Domenico e Roberto, anche a me gli effetti della falesirena ricordano quelli delle droghe psicotrope tipo l'LSD (no, non l'ho provato personalmente :)). Belle descrizioni a effetto, per superare la realtà spesso grigia e anonima di lavori ripetitivi e periferie urbane di grande bruttezza; la falesirena è sicuramente meglio della tv, e sicuramente meno dannosa.
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Laura Traverso
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Messaggio da leggere da Laura Traverso »

Moltissimo carino il tuo racconto/favola. Descrizioni bellissime soprattutto dei "suoni" ma anche della casa senza il tetto ma dalle persiane color arancione, e poi l'erba viola... e pure l'immaginare di trovare i contatori della luce attaccati al soffitto... Tutte le descrizioni sono al meglio, sembrano orchestrare una magia così come la ritrovata felicità grazie alla visita quotidiana della falesirena. Leggendoti mi è venuto in mente "Alice nel paese delle meraviglie", perché trovo vi siano delle analogie tra le due fantastiche storie. Complimenti!
(Ti segnalo una piccola svista, un "la" di troppo "della la luce").
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Alberto Marcolli
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Commento La falesirena

Messaggio da leggere da Alberto Marcolli »

Sono un amante del “corto”, ma purtroppo arrivo buon ultimo, quando gran parte del lavoro è già stato svolto.
Di fatto concordo con tutti i commenti, ma vedrò di fornirti almeno la mia visione da ex-editor, sperando di essere utile.

entra in una casa senza tetto? Altro che fantasia, direi.

Ci sono 16 “che” in 59 righe. Nemmeno molti, forse, salvo alcune ricorrenze troppo ravvicinate.
Esempi e proposta di modifica
“L’ho vista per la prima volta qualche settimana dopo che sono entrata in possesso della nuova casa che, a prima vista, sembrava abbastanza fatiscente,”
Proposta
“L’ho vista per la prima volta qualche settimana dopo, quando sono entrata in possesso della nuova casa anche se, a prima vista, sembrava abbastanza fatiscente,”

“mi aveva accennato che talvolta nel giardino apparivano delle strane farfalle,”
Proposta
“mi aveva accennato a insolite apparizioni di strane farfalle nel giardino,”

“ma non avrei mai immaginato che si riferisse proprio alla mia falesirena.”
In questo caso il “che” si potrebbe anche semplicemente togliere.

Ci sono altri passaggi in cui il "che" è eliminabile, rendendo più scorrevole (a mio parere) il racconto, ma lascio a te cominciare a valutare le mie proposte ed eventualmente completare la sistemazione.

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